Home
Panico e fobie PDF Stampa E-mail

Attacchi di panico

Gli attacchi di panico durano generalmente solo alcuni minuti ma causano al paziente una considerevole angoscia. Chi l’ha provato la descrive come un esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata. La paura quindi di un nuovo attacco è molto forte e spesso la maggior parte dei pazienti con disturbo da attacchi di panico, soffre anche di agorafobia cioè l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi.

 

 

La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli Attacchi di Panico e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi.

Si è riscontrato che, rispetto a soggetti di controllo, i pazienti con questo disturbo, presentano una maggiore incidenza di eventi esistenziali stressanti, in particolare perdite, nel mese che precede l’esordio  del disturbo (Faravelli, Pallanti, 1989).
 La frequenza e la gravità degli Attacchi di Panico varia ampiamente. Ad esempio alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti (per es., una volta a settimana), che si manifestano regolarmente per mesi. Altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti (per es., quotidianamente per una settimana) intervallate da settimane o mesi senza attacchi o con attacchi meno frequenti (per es., due ogni mese) per molti anni. 
 Gli individui con Disturbo di Panico mostrano caratteristiche preoccupazioni o interpretazioni sulle implicazioni o le conseguenze degli Attacchi di Panico. Alcuni temono che gli attacchi indichino la presenza di una malattia non diagnosticata, pericolosa per la vita (per es., cardiopatia, epilessia). Nonostante i ripetuti esami medici e la rassicurazione possono rimanere impauriti e convinti di avere una malattia pericolosa per la vita. Altri temono che gli Attacchi di Panico indichino che stanno "impazzendo" o perdendo il controllo, o che sono emotivamente deboli.

Alcuni autori riferiscono la patogenesi del disturbo di attacchi di panico in base alla teoria dell’attaccamento (Shear, 1996). Spesso i pazienti con disturbo di attacco di panico hanno difficoltà nel modulare la normale oscillazione tra separazione e attaccamento.

 

Fobie

Tra i disturbi d’ansia le fobie sono di gran lunga le più comuni.

Nel DSM-IV le fobie sono suddivise in tre categorie: 1. agorafobia, 2. fobia specifica, 3. fobia sociale. L’agorafobia include “la paura di lasciare la casa, di rimanere soli in casa o per strada..”; la fobia specifica descrive una paura molto forte per l’esistenza della persona, come la paura di animali, delle altezze, delle malattie, degli insetti ecc.; la fobia sociale include la paura di fornire delle prestazioni in pubblico come parlare, scrivere, mangiare ecc (Solymon e coll., 1968)

I criteri per la fobia secondo Marks (1969):

  • è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione;
  • non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti;
  • supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di mettere in atto;
  • produce l’evitamento sistematico della situazione-stimolo temuta;
  • permane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;
  • comporta un certo grado di disadattamento per l’interessato;
  • l’individuo riconosce che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità dell’oggetto, attività o situazione temuta.

La fobia è dunque una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle.

L'ansia da fobia, o "fobica", si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. L’ evitamento e la fuga sono le reazioni più diffuse, ma, anche se al momento tali reazioni riducano la paura, in realtà confermano la pericolosità della situazione evitata e prepara l'evitamento successivo (in termini tecnici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). Tale spirale di progressivi evitamenti produce l'incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona. Le fobie sono dunque di natura invasiva e limitativa e dominano la vita intera. Chi ha la fobia dell'aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi è terrorizzato dagli aghi e dalle siringhe può rinunciare a controlli medici importanti.

 
 

Notizie flash

MI AIUTI A BATTERE I MOSTRI

Ottobre 2014 - MI AIUTI A BATTERE I MOSTRI?

Accademia delle Arti

Serata a ingresso libero h. 18:00 - 19:30

GIOVEDI’ 23 OTTOBRE

Via Marconi, 21 Melegnano

 

Leggi tutto...
 
Lo psicologo dello sport arriva in palestra

2014 - Lo psicologo dello sport arriva in palestra ...

 

Leggi tutto...